PORTALE DI INFORMAZIONE E ATTUALITA' SU BARLETTA E DINTORNI
Cerca nel sito
La Disfida di Barletta - L'epoca e i protagonisti
Alfredo Reichlin, il rigore della coerenza
Canne 2(0)16 - L'anno della svolta?
San Nicola folle per Cristo
Sulle orme del Salvatore
Clara - Un giorno d'estate
Barletta e l'Unità d'Italia
Quella maledetta voglia di vincere - Il romanzo del giovane Pietro Mennea
Friedrich II, von seiner Geburt bis zu seinem Tod
Guida al Castello di Barletta, La storia
Giuseppe De Nittis, la breve vita di un grande artista
Santuario Maria SS. dello Sterpeto
BARLETTA - Protagonisti del '900 - vol 1
Margherita di Savoia - sale, sole e salute
Minervino Murge - storia, cultura, turismo
I Normanni in Puglia, Roberto il Guiscardo e Boemondo di Altavilla
La battaglia di Canosa, raccontata da Tito Livio
Ofanto fiume di Puglia - L'idrografia, la storia, l'ambiente
Gli affreschi del Chiostro francescano dell’ex Convento di Santa Maria Vetere in Andria
Barletta fine 800 12 vedute
La Disfida di Barletta in 13 cartoline
Nicola Straniero un eroe della Grande Guerra Medaglia d’Argento al Valor Militare Michele Grimaldi
Lasciamo spazio a Dio di Salvatore Mellone
Tu che fai parte di me
Benedetto Croce
Io, Pietro e mio fratello, Un giovanissimo Mennea nei ricordi della stagione sportiva 1968-1969 di Domenico Gambatesa
Il caso Vivarini a Barletta
Trani - storia, cultura, turismo
La Battaglia di Canne
Federico II
Il partigiano Brancaleone, Il tempo di un ricordo di Paola Gammarota
Bisceglie storia, cultura, turismo di Renato Russo
Lessico sinodale di Domenico Marrone
Sabino Loffredo - La vita e il suo tempo di Renato Russo
Santa Maria Maggiore - La Cattedrale di Barletta
Apocalissi bibliche e nuove apocalissi
La Battaglia di Canne di Renato Russo
Antologia Musicale Concentrazionaria, Opere musicali scritte in cattività civile e militare durante la Seconda Guerra Mondiale di Francesco Lotoro
Barletta, nella terra della Disfida di Renato Russo
La Disfida di Barletta fonti storiche del Cinquecento, con ristampa anastatica dell’Anonimo Autore di Veduta che vi intervenne di Renato Russo
Cinquant’anni di giornalismo, Fra cronaca e storia di Renato Russo
I 13 Cavalieri Italiani della Disfida di Barletta di Clara Esposito
 


Il 13 febbraio resti il giorno della Disfida di Barletta

Tredici febbraio, una data evocativa per la nostra barlettanità e, perché no, per il nostro essere pugliesi e italiani.
Ricorre infatti l’anniversario della Disfida di Barletta (1503), celebrata da Massimo d’Azeglio con il suo Ettore Fieramosca a esaltarne lo spirito risorgimentale unitario e l’italianità, o quanto meno il primo sussulto di un’italianità da conquistare.
Si corre il rischio, invece, che nella nostra regione quella data sia dedicata ad altra celebrazione, alla “giornata della memoria” per ricordare «i meridionali che morirono in occasione delle procedure di annessione del Mezzogiorno», in un mescolarsi di sentimenti revisionistici e antiunitari.È successo infatti che il 4 luglio scorso il Consiglio Regionale Pugliese abbia approvato, quasi all’unanimità, una mozione, proposta dai 5 Stelle e condivisa dal governatore Michele Emiliano, che chiede di commemorare le vittime meridionali dei “piemontesi” proprio nella giornata del 13 febbraio, in cui ricorre la conquista di Gaeta e la capitolazione dei Borbone ad opera dell’esercito piemontese (1861).
Del resto, già il termine “annessione” utilizzato nella mozione approvata dal Consiglio Regionale ne evidenzia
il tratto di dispregio dei moti risorgimentali, ad onta dei tantissimi italiani del sud e del nord che hanno partecipato a quei moti e combattuto per l’Italia unita, anche a scapito della vita, spingendosi sino ad offendere il nostro Eroe nazionale, nelle parole della capogruppo grillina in Consiglio Regionale: «il 4 luglio, a 210 anni esatti dalla nascita di Garibaldi, il Movimento 5 Stelle ottiene uno splendido risultato, dalle conseguenze incredibili».
E invece il Risorgimento è nostro patrimonio comune di italiani, meridionali e pugliesi, di noi barlettani che conserviamo la storica bandiera - recentemente restaurata - del “IX Reggimento Volontari” che il concittadino Angelo Raffaele Lacerenza (il “Garibaldi di Barletta”) aveva costituito nella nostra città per unirsi ai Mille di Garibaldi e “partecipare” ai moti risorgimentali: la famosa Brigata Barletta, il cui vessillo fu affidato alla nostra città dal colonnello Menotti Garibaldi, accolto alla stazione ferroviaria il 29 ottobre 1866 da una folla “partecipe” e festante.
Con questo non si vogliono certo sottacere episodi di violenza contro le popolazioni meridionali durante la campagna risorgimentale, episodi da condannare senza alcun dubbio e alle cui vittime innocenti (sul loro numero, per amor di verità, non esistono riscontri storici) va la nostra massima referenza e la nostra memoria, ma è indubbio che un eccesso di enfasi e celebrazioni porterebbe a un’acritica visione distorta del processo unitario e darebbe risalto a quella teoria errata, e mai completamente abbandonata, di un Mezzogiorno libero e prosperoso nel Regno borbonico e impoverito invece dal processo unitario risorgimentale.
Il passo verso una rivalsa neoborbonica, venata di quello spirito leghista e sovranista dei tempi che viviamo e da un sentimento antiunitario, potrebbe essere breve, sollecitato da celebrazioni improprie e posticce.
Tant’è che la professoressa Lea Durante dell’Università di Bari ha promosso una petizione on-line sulla piattaforma change.org, chiedendo al presidente Michele Emiliano di non dare corso all'iniziativa, di non finanziare alcun momento pubblico di celebrazione, di non coinvolgere a nessun titolo le scuole. Petizione che mi sento di sottoscrivere in pieno, estendendo l’invito ai nostri concittadini, perché il Tredici febbraio resti il giorno della Disfida di Barletta, prima manifestazione di italianità a preannunciare il Risorgimento per l’affrancamento dalla dominazione straniera e l’Indipendenza e l’Unità d’Italia. A tutti noi che abbiamo a cuore la nostra giovane storia d’Italia, il compito e l’impegno a rimarcare la nostra italianità e a preservarne simboli e storie.

Ruggiero Crudele
(settembre 2017)


U pustein

Direttò, quenn’ arreiv a Genov, du Fieramosch u menseil
son’ u campanidd’ du purton, tre volt u pustein!
A preima sunat, percè m’avveis’ ca u Fieramosch v’arruat!
A secanda sunat, percè è scì abbesc’, nan l’ va chiechè,
ind a cassett’ da post nan tras’ e ruv’nerl ià peccat!
A terza sunat, percè sa cuntent assè e u pustein u sap’!
Tutt’ i volt u pustein m’ deic’ ca nan è vist mè nu giurnal
dacchessì interessent ca raccont a storie e tradizioun local.
Di copertein, ià assè entusiest, sà sempr finement illustrat!
C’ te deic’ a veritè, i chiù bell’, qualche volt c’ le fett’ purtè a
cas’, tan nu fighje ca vè a scol e medie, e da storie, ià assè innamurat!
Dop nu picch, mi port n’drat, integri, accom’
foss’r appena arruat, percè u sap, ca iei,
i tengh gelosament cunservat!

M’arress
(agosto 2017)


Il saluto di Eleonora Iuliano

Gent.mo dott.
Renato Russo, prima di congedarmi definitivamente dalla scuola, che lascio per andare in quiescenza, desidero salutarla e ringraziarla per tutto il suo impegno che instancabilmente dedica alla città di Barletta, ed al mondo della scuola in particolare, evidenziando e pubblicizzando tutte le azioni messe in campo dalle istituzioni.
Mi mancheranno le sue visite, sempre propositive per presentare interessanti iniziative culturali a docenti ed alunni, e le auguro di proseguire per tanti anni ancora nella sua missione preziosissima per la cittadinanza e per l’intero territorio circostante.
Le invio il testo del saluto che ho rivolto a tutta la Comunità scolastica nel giorno del mio commiato.
Cordialità

Eleonora Iuliano
DS 5° Circolo Didattico Statale
“G. Modugno” - Barletta (BT)

_____________________________________
Dobbiamo ringraziarla noi, per la grande sensibilità che ha avuto in questi anni a capire l’importanza del nostro lavoro e a darcene atto, apprezzando l’impegno messo dalla nostra struttura per cercare di alimentare nelle nostre scuole - a cominciare proprio dalle elementari - l’importanza della lettura a beneficio dei nostri ragazzi come atto non solo meramente didattico, ma culturalmente formativo, attraverso la conoscenza della nostra storia, della storia della nostra città e del nostro territorio.
Resta solo il rammarico che - al di là del dato freddamente anagrafico - debba lasciare la direzione della sua scuola ancora nel pieno delle sue risorse umane e della sua solerzia professionale.
Con l’auspicio che chi la sostituirà possa continuare nel solco del suo impegno

Renato Russo
(agosto 2017)


Grazie Fieramosca

Sono un barlettano che vive ormai da oltre quarant’anni in provincia di Milano, che ha molta nostalgia della sua città ed è per questo che in estate, quando posso, faccio una capatina giù, per rinsaldare questo antico legame coi miei ricordi. Ma debbo confessarvi anche che la nostalgia che provo per Barletta è attenuata dall’arrivo, ogni mese, del “Fieramosca” al quale - come sapete - sono abbonato da oltre quarant’anni, cioè praticamente da quando esce il giornale. E vi confesso che quando il mensile tarda ad arrivare, comincio un po’ a preoccuparmi, perché per me, come immagino per tutti quei barlettani che sono esuli dalla propria città, quelle notizie che mi pervengono rappresentano una finestra aperta su Barletta.

Antonio Rizzi
(agosto 2017)


Meglio i voucher di niente

Caro direttore,
con i voucher ero più tranquillo; ora che sono stati aboliti, torniamo al lavoro nero, che prima si era ridotto almeno della metà. Mentre oggi invece assistiamo ad un ritorno al lavoro irregolare. Il paradosso è che si vuole assumere, per queste situazioni precarie, ma non si sa come. Speriamo che i buoni che il governo ha predisposto rispondano alla bisogna. Non capisco il sindacato, che vuole tutto o niente, cioè vorrebbe tutte le garanzie di una regolare assunzione o niente. Ma la Camusso dove vive, sulla luna?

Lettera firmata
(luglio 2017)


Viva l’Italia, viva Vittorio Emanuele II
Una testimonianza di F. S. Vista

La presentazione del libro di Michele Cristallo “In nome di sua maestà Vittorio Emanuele II”, prima, ed il recente articolo di Renato Russo, poi, sulle pagine de “Il Fieramosca”, dal titolo “Il Sud depredato dai Piemontesi”, mi hanno indotto a rileggere un vecchio libro di F. S. Vista dal titolo “Barletta prima e dopo il 1860”.
L’autore immagina di avere, nel 1899, un colloquio con un giovane concittadino che, evidentemente disilluso da cinquant’anni di Italia Unita, gli chiedeva: “… Don Ci’ anche voi andavate gridando il 1860: viva l’Italia, viva Vittorio, viva Garibaldi…”.
Il Vista, nel su menzionato libro, racconta della vita a Barletta nel 1860 e quella di quarant’anni dopo, soffermandosi su vari aspetti della vita cittadina, cogliendone i miglioramenti, che 40 anni di Unità Nazionale avevano consentito.
Al primo addebito che il giovane cittadino muove all’azione del governo post unitario, quello relativo all’aumento delle tasse, il Vista ribatte che “… le leggi fiscali sono spesso vessatorie, vero però che il nuovo Stato aveva dovuto affrontare una serie di spese enormi dal 1860 in poi, conseguenze d’una rivoluzione colossale, che disfece sette Stati per farne uno solo…
lo Stato volle rapidamente realizzare ferrovie, rete telegrafiche, viarie, arsenali, armamenti, ecc. per metterci alla pari rapidamente alle nazioni più civili…”.
L’istruzione, la salute, il decoro cittadino, l’alimentazione, gli usi e i costumi sono gli altri aspetti che il Vista tratta, tanto che alla iniziale domanda del giovane concittadino, conclude, rispondendo “… non solo gridai allora e con forza (non avevo che 25 anni!); ma che ora, che ne ho 65, se fosse stato il caso, ricomincerei…”.

Mariano Stellatelli
(luglio 2017)


Carissimo direttore,

sempre grato per il suo generoso apprezzamento delle mie poesie, ricordando con amore Barletta, mia città natale che purtroppo molto difficilmente potrò rivedere a causa delle mie gravi condizioni ortopediche.

Canto per Barletta
Tu di madreperla rilucente conchiglia
adagiata su spiagge d’oro e d’opale,
tu scrigno prezioso d’antiche gemme
eppur esausta progenie
di questo Sud umiliato e negletto,
tu, che fosti da mani grasse
prostituita, deturpata bellezza,
soffochi i tuoi lamenti nel mio cuore nomade d’amore.
A te toccò più volte in sorte
l’onore della patria,
di questa patria lacerata nell’anima,
rinnegata dall’infamia di figli
che si fan figliastri,
mentre dal Nord soffia tagliente
questo gelido vento di maestrale.
Oggi, prima che l’anima svanisca
sotto il nero velario di palpebre
chiuse nel gelo della morte,
a te dedico il mio malinconico canto
di figlio perduto per volontà del fato.


Giuseppe Pellegrini
(luglio 2017)


Per evitare la coda di auto su via Andria?
Imboccare il sottopasso Callano



Tutti i giorni, su via Andria, si assiste a questo deprimente spettacolo: una lunga fila di macchine ferme al passaggio a livello. In certi momenti della giornata siamo costretti ad aspettare almeno venti minuti, assistendo, impotenti, al passaggio - in rapida sequenza - di almeno dieci convogli. Una assurdità. Ma intanto, in attesa che si realizzi la soppressione del passaggio a livello, una soluzione per velocizzare il traffico, ci sarebbe. Ma pochi ne sono al corrente e spetterebbe al comando della Polizia Urbana informarne i cittadini con apposita segnaletica.
Si tratta dell’utilizzo del sottopasso Callano. Infatti per evitare queste lunghe attese basterebbe imboccare via Trani e (subito dopo la Cementeria) girare a destra per immettersi su via Filomeno Scuro che porta diritto al sottopasso di via Callano e di qui imboccare la superstrada e via Andria.
Lo stesso per gli automobilisti in coda da via Andria in ingresso a Barletta, che possono deviare sullo svincolo per l’autostrada e imboccare, anche qui, il sottopasso Callano. Un paio di minuti, non di più. E invece la stragrande maggioranza degli automobilisti ignora questa possibilità.

A. Lamacchia
(luglio 2017)


Se 5 Stelle vincono le elezioni…

Se 5 Stelle vincono le elezioni, mandano Di Maio a fare il presidente del Consiglio. E il presidente della Repubblica?

Giuseppe Rizzi
(luglio 2017)
_____________________________________
Ma Beppe Grillo, naturalmente. Ed eccolo in una delle sue più cordiali esternazioni fisiognomiche…


L’antico molo romano

Nei suoi libri di storia lei scrive che, nel IV secolo a.C., a Barletta c’era un antico molo romano, un approdo costiero a servizio di Canosa. Ora queste notizie sono riportate da numerosi storici locali non solo barlettani.
Sabino Loffredo, Francesco Saverio Vista, mons. Santeramo, Giuseppe Seccia; e inoltre il barese Emanuele
Mola e il canosino Nunzio Iacobone.
Ma al di là di questa tradizione orale, c’è qualche testimonianza archeologica?

Lettera firmata
(luglio 2017)

Dalla pianta del Pastore (1793):
4 Porta Marina, 5 Navale Canosinorum,
6 Caricaturo di Canosa,
6a nuovo molo

_____________________________________
A luglio del 1967, nel corso dei lavori di scavo eseguiti presso la chiesa di S. Cataldo, sotto l’attento sguardo di don Ruggiero Dargenio, emerse un tratto dell’antico molo romano: una grande pietra cilindrica per l’attracco delle navi e delle spesse graffe di ferro, grossi uncini metallici che tenevano uniti grandi blocchi di pietra che costituivano l’antico molo che verrà interrato nel tempo per effetto del lento ripascimento della costa (per saperne di più, M. RUGGIERO, La Gazzetta del Mezzogiorno, 27 luglio 2004).


Confrontiamoci sul DPP

Vorrei esprimere alcune riflessioni sulle recenti critiche mosse dalla consigliera comunale Maria Campese al Documento Preliminare Programmatico del PUG. In primo luogo penso che siano generalmente giuste perché la Campese è notoriamente esperta - anche professionalmente - della materia urbanistica per cui credo che i suoi interventi sulla Gazzetta del 13, 19, 28 aprile e 5 maggio, vadano presi sul serio. La prova della loro attendibilità, del resto, è indirettamente confermata dalla implicita ammissione del presidente della Commissione Urbanistica ing. Santeramo, il quale, in un suo intervento del 21 aprile - sempre sulla Gazzetta - invita i progettisti del PUG ad apportare le dovute modifiche.
Personalmente, senza entrare nel merito dei lavori della Commissione Urbanistica, mi chiedo a chi giova questo sterile, improduttivo contrasto che genera solo perdita di tempo?
E se, come sostiene l’ing. Santeramo, è auspicabile l’impegno di tutte le forze politiche per giungere quanto prima all’adozione del DPP, perché allora tergiversare sull’argomento e anzi, stendere un velo di incomprensibile silenzio?
Per cui viene spontaneo chiedersi perché non affrontare con onestà intellettuale e politica le critiche della Campese e tradurle in propositività migliorativa del documento?

Giuseppe Dargenio
(luglio 2017)

Una bella opportunità per ritrovarci

Carissimi/e
dal 30 giugno al 12 agosto sarò in Italia per un periodo di vacanze dopo circa tre anni lontano dalla famiglia.
Il mio contatto telefonico è 0883 525153.
Alla fine di giugno farò un giro.
Spero che sia una bella opportunità per ritrovarci. Saluti fraterni

Padre Saverio Paolillo
(giugno 2017)


La coppia Sguera-Sforza vince a Lubiana

Caro direttore,
Grande emozione per la Vittoria a Luibljana (capitale della Slovenia) per la coppia barlettana Michele Sguera e Francesca Sforza che si sono distinti nella disciplina di danze standard. La competizione vedeva partecipanti provenienti da 12 paesi diversi. La vittoria è stata ancora più emozionante perché tornavamo in pista dopo una lunga pausa.

(giugno 2017)


Ricordo del prof. Antonio Scommegna: un formidabile mio compagno di classe

Ho appreso da “Il Fieramosca” la recente scomparsa dell’esimio professore, evento che mi ha fortemente rattristato.
Antonio, infatti ha frequentato come me le stesse sezioni (A) del Liceo classico di Barletta, pertanto mi è stata immediata la constatazione del suo eccezionale livello intellettivo, unitamente alla sua ferrea volontà, sobrietà, ponderato eloquio, serietà e riservatezza.
Agli inizi del 1947, Antonio sorprese discenti e docenti della 2a A liceale, aveva deciso di ritirarsi dalle lezioni per conseguire da privatista la “Maturità” classica e adire anticipatamente agli studi universitari! In questo inusuale “salto” gli si accompagnò un altro compagno di classe, Piero Incalza di origine salentina.
Costui alla potenza mentale univa vivacità e comunicabilità, riuscendo così complementare ad Antonio. Insieme costituivano quasi un formidabile “doppio tennistico”!
I nostri valentissimi docenti tra cui il filosofo Michele Mascolo e il letterato R. Morrone con il rammarico di poter perdere anzitempo quei due esemplari alunni non riuscirono comunque a distoglierli dal loro proposito.
Così i due superati gli esami di maturità, si iscrivevano entrambi alla facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università di Bari. Era l’autunno del 1947 e il nostro Antonio aveva appena compiuto il 16° anno di età! Ma come occupava, negli anni di liceo, il tempo libero?
Amante del mare, usava vogare a ritmo lento con una delle barche attraccate alla radice della banchina portuale di Ponente, nei pressi dell’attuale sede della locale “Lega Navale”.
Più volte mi invitava a fargli compagnia; specie in occasione della festività patronale dedicata alla “Madonna dello Sterpeto” mi invitava a bordo per assistere dal mare agli spettacoli pirotecnici tradizionali: ci incuriosivano gli strani riflessi e giuochi di luci e colori attraverso e sopra i flutti causati dalle scie dei petardi.
Purtroppo ci siamo persi di vista nel 1951, essendomi allora trasferito a Torino per conseguire la laurea in Chimica industriale. Nei ritorni di vacanze a Barletta apprendevo con l’orgoglio del concittadino e compagno, le notizie della splendida carriera intrapresa da lui negli Stati Uniti, dove nel frattempo si era stabilito.
Nel decorso più che trentennale della mia vicenda di funzionario nell’industria petrolifera e di docente negli Istituti tecnici, l’esempio di Antonio mi è stato da stimolo emulativo nei miei lavori di ricerche sperimentali.
Ora i suoi resti riposeranno in pace nella natia Terra.

Michele Dimonte
(giugno 2017)


Grazie del patrocinio

Caro direttore,
sentitamente vogliamo ringraziare lei e la redazione del giornale per il patrocinio (con dono) concesso al nostro concorso letterario, per l’attenzione che ogni anno mostrate verso il nostro annuale Premio Letterario “Massimo d’Azeglio”.

Costantina Loscocco
associazione “Ad Maiora”
(giugno 2017)


Grazie dalla De Nittis

Esimio direttore,
la presente per ringraziare la S.V. a nome di tutta la Comunità scolastica che rappresento, per la graditissima sponsorizzazione del progetto “Intercultura AFS Scambio di classi” di questa Istituzione scolastica. Il suo contributo ha consentito agli ospiti giunti dalla Serbia ed ai nostri alunni di scambio, di poter attuare il programma previsto per questo progetto.
Mi è gradito sottolineare la valenza del suo gesto perché, nel periodo di crisi economica e valoriale che il Paese sta attraversando, è estremamente difficile, ma al contempo indispensabile per un’Istituzione Scolastica, reperire risorse utili alla formazione delle giovani generazioni.
La sua donazione, pertanto, è annoverabile fra le buone pratiche di collaborazione fra pubblico e privato.
Cordiali saluti

Il dirigente scolastico
prof. Alfredo Basile
(giugno 2017)


Sottopasso via Andria

Gent.mo direttore,
abito su via Andria in prossimità del passaggio a livello.
Quanto tempo bisogna attendere per attraversare i binari e passare dall’altra parte della città? Da qualche mese si ha notizia dell’imminente inizio dei lavori. Ma quanto imminenti?
E per quanto tempo si protrarranno i lavori? E intanto in meno di un anno su quei binari ci sono scappati tre morti!

Antonio Rizzi
(giugno 2017)
_____________________________________
Finora sono stati risolti tutti i problemi relativi agli espropri dei terreni interessati ai lavori. Ultimi dettagli procedurali, si dice, da parte del Comune (elaborazione del piano di viabilità stradale che andrà in vigore all’indomani della cantierizzazione dei lavori).
Quanto ai tempi, si parla di un cronoprogramma di tre anni.


Il teschio di Basquiat, quel prezzo una follia

Caro direttore,
ho letto che recentemente all’asta di Sotheby’s di New York, un teschio di Basquiat è stato acquistato dal giovane collezionista Yusaku Maezawa per 110 milioni di dollari. Ma voi l’avete visto questo teschio?
è pure brutto….. E poi, cos’è quella informe protuberanza parietale a destra? Io, vi assicuro avrei fatto di meglio e a minor prezzo, naturalmente (…).

Giuseppe Gorgoglione
(giugno 2017)


Quanti ricordi…

Carissimo direttore
Grazie per avermi inviato copia della pagina dedicata al restauro dell’Icona della Madonna della Sterpeto, nostra amata Protettrice.
Ho letto con attenzione la storia dei diversi interventi precedenti…
Quante suppliche, preghiere e atti di affidamento fanno a Lei in questi giorni del mese mariano i miei concittadini.
Non posso dimenticare il mese di maggio del 1997, il primo dopo 16 anni di chiusura della Cattedrale (6 novembre 1981) per inagibilità e pericolo!
Una esperienza che porto nel cuore ogni giorno di questo mese... ricordi nitidi ravvivati dalla tua lettera. Grazie di cuore.
Auguri a Te e a tutti i tuoi collaboratori della Rotas. La Vergine Santa vi protegga e Dio vi benedica. Con affetto.

Mons. Michele Seccia
Vescovo di Teramo-Atri
(giugno 2017)


Restauro Madonna dello Sterpeto

Gent.mo direttore,
ho letto attentamente il suo articolo sul restauro (il IV!) dell’Icona della nostra MADONNA DELLO STERPETO.
Molto bello ed interessante.
Sapevo dell’evento presentato il 27 aprile scorso, ma non ho potuto ancora vedere il risultato, che sarà certamente “scientificamente attendibile” (…).
Non dubito della perizia dei recenti restauratori... Un caro saluto e un rinnovato “grazie!”.

Card. Francesco Monterisi
(giugno 2017)


Il piccolo Gianluca, a due anni già armeggia col cellulare…

Abbiamo incrociato, giorni fa, nei pressi della nostra casa editrice, una mamma con carrozzino e un bimbo, Gianluca, di appena due anni, che in attesa che la mamma facesse la spesa, stava armeggiando con un cellulare, anzi con uno smartphone, e con quanta abilità, col ditino medio, smuoveva le immagini, sotto e sopra…
E noi che ci stiamo prodigando per promuovere la stampa e la lettura di libri per ragazzi… Che dire, una foto così fa sorridere, per la precocità del bimbo, ma al tempo stesso ci preoccupa… Auguriamoci solo che i genitori alimentino, nel bimbo, non solo questa intraprendenza tecnologica, ma anche l’amore della lettura…

R.R.
(maggio 2017)


Ciappetta Camaggio: a che punto siamo?

C’è stato un gran parlare, negli ultimi anni, dell’annoso problema del canalone di Ciappetta Camaggio che da Andria, sfocia nel mare di Barletta, inquinandolo pesantemente.
Ma prima del mare, questo canale attraversa le nostre campagne, lambendo le nostre coltivazioni, terreni coltivati a frutta e verdura.
Tante promesse delle Amministrazioni locali (Andria e Barletta) e regionali, ma finora a me sembra che non sia stato realizzato nulla. A che punto stanno le cose?
Il problema è diventato di grande attualità quando è stato oggetto della trasmissione “Striscia la notizia” (curata da “Pinuccio”, il 10 aprile su Canale 5, trasmissione che aveva già dedicato un servizio - a cura di Fabio e Mingo -, nel 2014, anche allora senza alcun esito).

Michele Corvasce
(maggio 2017)


Ricordo di Reichlin

Ho letto (sulla Gazzetta) i suoi due articoli su Alfredo Reichlin.
Intanto non sapevo che era barlettano, e ricordo vagamente quando, molti anni fa, si presentava candidato alla Camera per la Circoscrizione Bari-Foggia. Ma quello che mi ha più colpito è la personalità di questo personaggio, le sue qualità umane, politiche e culturali…

Giuseppe Piccolo
(maggio 2017)

_____________________________________
In realtà anche per me riscoprire Reichlin è stata una sorpresa, attraverso i suoi scritti e la sua biografia. In lui prevaleva il rigore del pensiero applicato all’impegno politico, il desiderio che le valutazioni politiche del nostro tempo andassero al di là della appartenenza al suo partito, per tentare strade che coinvolgessero tutta la sinistra sociale del Paese, per cui gli ultimi giorni della sua vita furono amareggiati dalla scissione nel PD. Fra le sue battaglie politico-culturali ne rammenterò una in particolare, quella contro la demagogia, il populismo, il qualunquismo e l’antipolitica.
Insomma Reichlin, al di là dell’appartenenza ideologica, era una gran bella persona che non fu sempre adeguatamente apprezzata e valorizzata. Sette volte parlamentare, direttore dell’“Unità” e di “Rinascita”, grande estimatore di Ingrao e di Berlinguer, ha lasciato il suo nitido pensiero in una serie di libri importanti che, al cittadino di oggi, pongono molti interrogativi, ma azzarderei anche delle persuadenti risposte. Intanto sulla rettitudine della testimonianza politica.


A Barletta Pugliesi nel Mondo

Caro direttore, le saremmo grati se pubblicasse questo comunicato, per informare i cittadini barlettani che sarà la Città di Barletta ad ospitare l’VIII Edizione del prestigioso Premio Internazionale “Pugliesi nel Mondo” che si svolgerà nel mese di dicembre 2017 presso il Teatro Curci.
L’evento, che è Patrocinato e sostenuto, in primis, dall’Amministrazione Comunale, sarà occasione per promuovere, in particolar modo, il territorio barlettano nonché l’intera provincia BAT insieme alle sue aziende e loro prodotti. In questo periodo si terranno iniziative collaterali (culturali, artistiche, culinarie, sportive ecc...) e saranno coinvolti associazioni ed enti di ogni genere presenti sul territorio.
La manifestazione, che vedrà la partecipazione di illustri corregionali che arriveranno anche da altre regioni e Paesi, assicura una notevole visibilità nazionale e internazionale per i nostri partners che ci sosterranno sponsorizzando l’iniziativa, con la presenza, peraltro, di mass media e rappresentanti istituzionali italiani ed esteri.
Eventuali candidature da proporre alla Commissione esaminatrice per la premiazione, devono essere inviate, insieme a un proprio CV, via email a: segreteria@puglianelmondo. com oppure per posta al seguente indirizzo: Associazione Internazionale
Pugliesi nel Mondo - Via Carlo Sforza
n. 2/D - 70023 Gioia del Colle (BA) Italia.

Associazione Internazionale Pugliesi nel mondo
(maggio 2017)


Ancora no al Frecciarossa a Barletta

Caro direttore, ancora una volta debbo protestare - facendomi interprete del Movimento Indipendente per la Democrazia e l’Autonomia - del mancato accoglimento della nostra richiesta che Frecciarossa si fermi nella stazione di Barletta, fermata negata alla nostra città dopo che era stata invece concessa alle stazioni di Brindisi e di Lecce.

Nardò Binetti
Coordinatore MIDA - BT
(maggio 2017)


Su via dei Muratori il sindaco Cascella non può dire una parola chiara?

Sembra un giallo che dura ormai da anni. Il problemaè di una estrema chiarezza: fra poco sarà proposto come materia di insegnamento civico nelle scuole con questo titolo: esempio di una pessima amministrazione comunale. Possibile che il sindaco se ne lavi le mani delegando sempre ad altri e non dica finalmente una parola chiara nel merito della vicenda? E il signor Musti non può intentare azione risarcitoria nei confronti del Comune per i danni rilevanti provocati agli operatori della zona?

Giuseppe Rizzi
(maggio 2017)


Recuperare e valorizzare la fontana di Piazza Marina

Antica fontana al centro di Piazza Marina: cosa farne?
Dopo il suo ritrovamento a seguito di uno scavo archeologico, la ridetta fontana risulta, attualmente ingabbiata da lastre di plexiglas, senza sapere quali sono le reali condizioni e volontà dell’Amministrazione Comunale circa il futuro di questa importante scoperta. E va aggiunto che l’antica fontana è nei pressi dell’unico ingresso storico e monumentale della città, cioè Porta Marina, che non risulta in alcun modo valorizzata dall’Amministrazione Comunale. E non viè una pur minima indicazione per i turisti e visitatori che sono costretti a dover ammirare la ridetta scoperta, per caso e solo attraverso le ridette lastre di plexiglas.
Occorre evidenziare, che Piazza Marina rappresenti uno dei più bei punti dalla nostra città, ecco perché ritengo necessario un adeguato intervento di valorizzazione del suddetto scavo archeologico.
Credo che la valorizzazione di questa antica fontana caratterizzata dalla presenza di un pozzo centrale, rappresenterebbe per la città di Barletta un ottimo biglietto da visita per i numerosi turisti che visitano quotidianamente, i nostri beni e siti culturali. Ho rivolto perciò al sindaco una interrogazione per conoscere quali siano le intenzioni dell’Amministrazione sul ridetto scavo archeologico che ha permesso di scoprire una antica fontana.

Ruggiero Lanotte
(maggio 2017)


Rumiz, Annibale e il nostro sindaco

Caro direttore, congratulazioni per la bella ricostruzione che ha fatto, nel numero 3 del Fieramosca, sulla brillante relazione di Paolo Rumiz, nella Sala Rossa del Castello in merito alla recente mostra di Annibale che si è tenuta a Barletta dal 2 agosto 2016 al 5 febbraio 2017.
Intanto debbo lamentare il fatto che Rumiz non si è soffermato adeguatamente sulla famosa battaglia di Canne, la più grande vittoria di Annibale in Italia, una lacuna che lei ha voluto benevolmente colmare nella sua ricostruzione dell’intervento.
Ma perché poi lei non ha sottolineato, nell’articolo, quello che Rumiz le ha detto alla fine dell’incontro, e cioè che per la struttura del suo libro, a fronte di tante biografie di Annibale, ha preferito valersi del suo cospicuo testo sulla battaglia di Canne con una lodevole introduzione di Vitantonio Sirago? Una bella gratificazione, tanto più che gli è stato suggerito dal prof. Giovanni Brizzi che sappiamo averla interpellata nei suoi convegni come il più accreditato conoscitore di quel memorabile scontro. Non so se il sindaco Cascella, ch’era poco distante dalla scena, abbia sentito o meno; mi auguro di sì, visto che non mi pare che abbia la sua casa editrice in grande considerazione…
Mi scusi la franchezza, e ora mi auguro che questa volta la pubblichi, questa lettera visto che l’ultima, di analogo tenore, l’ha cestinata.

lettera firmata
(maggio 2017)



<< vai alla home
© 2003 - Editrice Rotas Barletta. Tutti i diritti sono riservati.